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Purtroppo persistono problemi tecnici al gruppo anemometro e ciò non ci consente di registrare correttamente i dati di intensità del vento. Ci scusiamo con tutti voi.

Modello GFS
(elaborazione Wetterzentrale)


La mappa a sinistra rappresenta la temperatura in Europa ed in Italia, la seconda (a destra) le precipitazioni. Gli orari indicati sono “Z” (Zulu) ovvero riferiti al meridiamo di Greenwitch. Gli aggiornamenti sono effettuati circa ogni 6 ore. L’affidabilità è di solito ottima per le successive 48 ore, buona entro i 4 giorni.
La Temperatura indicata nelle mappe (numeri in grassetto corsivo) è riferita alla quota di 850 hpa, ovvero circa 1500 m. Tale temperatura aumenta di circa 3 gradi scendendo di 500 m e diminuisce della stessa quantità salendo. Ad esempio a quota zero (livello del mare) bisogna aggiungere circa 9 gradi alla temperatura che compare, a quota 500 m bisogna aggiungere circa 6 gradi e a quota 1000 m bisogna aggiungerne solo 3.
Ove compaiono temperature pari o inferiori a – 8 (8 gradi sotto zero) a 1500 m, le corrispondenti precipitazioni, se presenti (vedere le altre mappe), saranno esclusivamente nevose anche in pianura! (Colori verde-acqua, celeste, blu e viola. Ma in certi casi la neve in pianura può scendere anche quando la temperatura a 1500 m è di – 6). La scala a fianco indica per ogni colore la temperatura corrispondente, espressa in °C. Le mappe bianche con le chiazze verdi, celesti, blu (in certi casi sono presenti anche chiazze viola) rappresentano invece la distribuzione delle precipitazioni, in mm, accumulate in 6 ore: la scala a fianco indica per ogni colore la quantità di precipitazione corrispondente, espressa in mm.

Per questo weekend lo scenario meteo europeo appare pressoché immutato con un anticiclone atlantico che continua a dominare sull’intero settore centro-occidentale del continente, disturbato appena da un minimo in quota centrato sul Canale di Sardegna. L’attenzione deve essere invece spostata a levante: lungo il bordo orientale dell’anticiclone scorrono correnti fresche generate da una saccatura in approfondimento verso sud sud-est. Tali correnti inevitabilmente si renderanno responsabili di una certa instabilità “di striscio” sulla nostra penisola; segnatamente sul nord-est e sul medio versante adriatico. Instabilità che, tutto sommato, sarà piuttosto debole durante il weekend ma che tenderà ad aumentare dalla metà della settimana prossima con l’arrivo di un minimo isolato presente sulla penisola iberica.

Sabato 31 Marzo sull’Abruzzo si prevede una giornata all’insegna del bel tempo con cieli prevalentemente sereni salvo possibili locali addensamenti specialmente nell’interno. Non dovremo aspettarci fenomeni di rilievo ad eccezione di foschie, anche dense, che potranno svilupparsi nelle vallate dell’aquilano. Le temperature si manterranno stazionarie con massime che andranno ben oltre i 20 gradi. I venti saranno deboli, localmente moderati, dai quadranti meridionali. Il mare Adriatico sarà generalmente poco mosso.

Domenica 1 Aprile sull’Abruzzo si prevede tempo complessivamente variabile, cominciando a risentire del progressivo cedimento dell’alta pressione. I cieli si presenteranno inizialmente sereni con nuvolosità che andrà intensificandosi gradualmente, specie nell’interno ove i cieli potranno apparire a tratti coperti. Possibilità di locali e deboli precipitazioni in prossimità dei rilievi dal tardo pomeriggio ed in serata. Le temperature saranno stazionarie nei valori minimi, mentre subiranno una flessione significativa nei valori massimi anche grazie alla ventilazione che tenderà a disporsi di Grecale. Il mare Adriatico sarà generalmente poco mosso.

La tendenza per Lunedi 2 Aprile indica una giornata tendenzialmente stabile con alternanza di annuvolamenti e schiarite anche ampie. Dalla serata nuovo e più consistente aumento della nuvolosità associata a locali rovesci o temporali soprattutto lungo la dorsale, nel settore sud-occidentale. Venti deboli a tratti moderati. Mare Adriatico generalmente poco mosso o mosso.

Continua il dominio dell’ anticiclone sull’Europa centro-occidentale assicurando ancora condizioni di stabilità su tutta la penisola. I modelli, tuttavia, anche oggi evidenziano il parziale cedimento della struttura; infatti un minimo in quota tra Baleari e Algeria favorirà un certo aumento della nuvolosità ad iniziare dalla Sardegna ed in successiva estensione alla Sicilia meridionale. Ma a quanto pare non basta: infiltrazioni di aria fresca in arrivo dai Balcani alimenteranno una certa instabilità sul nord-est e sul medio versante Adriatico con la formazione di isolate cellule temporalesche.

Giovedi 29 Marzo sull’Abruzzo si prevede un’altra giornata di tempo bello e soleggiato salvo possibili locali e innoqui addensamenti pomeridiani sui rilievi. Le temperature saranno ancora in livie graduale aumento, specialmente nei valori massimi che arriveranno agevolmente a toccare i 24-25°C. I venti saranno deboli di direzione variabile, con possibili lievi rinforzi in serata. Il mare Adriatico sarà generalmente calmo.

Venerdi 30 Marzo sull’Abruzzo si prevede ancora bel tempo, stabile e soleggiato ovunque, salvo qualche innocua velatura di passaggio al mattino sulla fascia costiera. Le temperature minime saranno in lieve aumento, stazionarie le massime. I venti prevalentemente moderati di Libeccio ed in attenuazione dal pomeriggio. Il mare Adriatico sarà calmo o poco mosso.

Lo strapotere anticiclonico potrebbe essere messo in discussione nel prossimo fine settimana, proprio nella Domenica delle Palme. Le previsioni modellistiche propongono infatti una colata di aria fredda ed instabile dai quadranti orientali che potrebbe tentare di insidiare il Mediterraneo, ma a ben vedere l’ipotesi non é poi così eclatante e soprattutto non ci sarà da illudersi per la fine della siccità sul nostro settentrione. L’Italia dovrebbe essere interessata da un pò di aria instabile dai quadranti orientali con qualche rovescio o breve temporale al nord, in trasferimento dal nord-est verso il nord-ovest e fenomeni forse più significativi sul Piemonte. Al centro-sud qualche raro temporale potrebbe verificarsi nelle zone interne di Abruzzo, Molise, Campania e Lucania. Per il resto calma piatta nonostante un “fisiologico” calo di temperature che potrebbero magari scendere sotto i 20 gradi e restare tuttavia miti. Forse per un cambiamento più significativo dovremo aspettare la domenica di Pasqua. Naturalmente si tratta di una previsione che andrà verificata e, se del caso, confermata nei prossimi giorni; per il momento possiamo goderci il sole.

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